Asse I
RISORSE NATURALI
OBIETTIVO
GLOBALE DELL’ASSE:
Creare nuove
opportunità di crescita e di sviluppo sostenibile e duraturo, integrando
i fattori ambientali in tutte le politiche per lo sviluppo e l'accrescimento
della qualità della vita; rimuovere le condizioni di emergenza
ambientale; assicurare l’uso e la fruizione sostenibile delle risorse
naturali riservando particolare attenzione alle aree di pregio naturalistico;
adeguare e razionalizzare reti di servizio per acqua e rifiuti; garantire il
presidio del territorio, a partire da quello montano, anche attraverso le
attività agricole
Settore d'intervento: ACQUA
OBIETTIVI
SPECIFICI
1. Perseguire un uso sostenibile della
risorsa idrica garantendo risorse adeguate in quantità, qualità,
costi per la popolazione civile e le attività produttive della regione (
in accordo con le priorità definite dalla nuova politica comunitaria e
dalla normativa nazionale in materia di acque) creando condizioni per aumentare
la dotazione e l'efficienza di acquedotti, fognature e depuratori, in un'ottica
di tutela della risorsa idrica e di economicità gestione; favorire un
ampio ingresso di imprese e capitali nella gestione del settore e un più
esteso ruolo dei meccanismi di mercato; dare compiuta applicazione alla legge
“Galli”, al D.Lgs.152/99 tenendo conto dei requisiti e degli
obiettivi della Direttiva 2000/60/CE nonché della Direttiva 91/676/CEE
(Direttiva Nitrati).
2. Migliorare la dotazione delle
infrastrutture incoraggiandone il corretto riuso, il risparmio, il risanamento
della risorsa idrica, e introducendo sviluppando tecnologie appropriate e
migliorando le tecniche di gestione del servizio. Promuovere la tutela e il
risanamento delle acque marine salmastre.
3. Disporre di una base informativa sullo
stato dell'ambiente, sui fattori che esercitano pressione sulle risorse e sulla
diffusione e funzionalità delle infrastrutture e dei loro servizi.
4. Promuovere e diffondere le competenze
tecnico-specialistiche necessarie nelle strutture amministrative dedicate ai
diversi livelli di intervento, alla programmazione e gestione delle risorse
naturali.
5. Fornire supporto consulenziale e
assistenza tecnica finalizzata al soddisfacimento di specifici fabbisogni dei
diversi soggetti responsabili delle politiche di settore, nell’ottica di
una progressiva internalizzazione delle competenze.
LINEE
D'INTERVENTO
• Interventi di adeguamento e completamento
degli schemi idrici interregionali secondo gli indirizzi contenuti nella legge
n. 36/94, attraverso opere di trasferimento, di interconnessione, di
regolazione e di stoccaggio e di
potabilizzazione, ai fini di una migliore utilizzazione degli schemi esistenti quindi di
razionalizzazione e ottimizzazione degli usi della risorsa.
• Interventi di attuazione dei Piani di
Ambito finalizzati alla realizzazione di opere di captazione, adduzione e distribuzione di
acqua, e di fognatura depurazione di acque reflue,
coerentemente con quanto previsto dalla Legge 36/94 e dal D.lgs. n.
152/99.
• Interventi di controllo per la
riduzione delle perdite e riqualificazione delle reti e interventi
innovativi e/o sperimentali finalizzati al risparmio
delle risorse.
• Azioni di supporto e assistenza
tecnica, debitamente coordinata, agli organismi competenti ai vari livelli
istituzionali territoriali, finalizzate all'adeguamento programmatico,
organizzativo, tecnologico e innovazione tecnica e gestionale delle
risorse idriche .
• Promozione del riuso della risorsa
idrica, finalizzata alla preservazione della risorsa naturale "acqua"
• Rafforzamento delle competenze e delle conoscenze
necessarie per l’attuazione nonché per favorire il miglioramento
dei modelli organizzativi e la diffusione delle buone prassi,
interpretate ed individuate anche in base ad un’ottica di genere.
Supporto tecnico e formazione.
• Interventi di adeguamento,
ammodernamento e razionalizzazione delle reti e distribuzione
consortile delle acque per scopi irrigui. Tale linea di intervento
dovrà essere attuata con particolare attenzione ai comprensori orientati
a produzioni di qualità riconosciute o in via di
riconoscimento. Tali interventi devono essere realizzati nel
rispetto dei limiti e dei vincoli della Politica Agricola
Comunitaria ed in particolare delle OCM.
• Interventi finalizzati alla
distribuzione delle acque reflue depurate, nel rispetto delle pertinenti
direttive concernenti la qualità delle stesse, nonché nel rispetto dei
limiti e dei vincoli della Politica Agricola Comunitaria ed in
particolare delle OCM.
• Interventi di adeguamento,
ammodernamento e razionalizzazione degli acquedotti a servizio delle
aziende agricole, da realizzarsi nel rispetto dei limiti e dei vincoli della
Politica Agricola Comunitaria ed in particolare delle OCM.
|
Misura |
Fondo |
Obiettivi CdP |
|
1.1 Interventi di adeguamento e completamento degli schemi
idrici, delle relative reti infrastrutturali |
FESR |
1,2,3 |
|
1.2 Risorse idriche per le aree rurali e per l'agricoltura.
(Art. 33 Reg. CE 1257/99 trattini 8 e 9) |
FEOGA |
1,2,54 |
Settore d'intervento: SUOLO
OBIETTIVI
SPECIFICI
6. Migliorare il livello di
competitività territoriale garantendo un adeguato livello di sicurezza
fisica delle funzioni insediativa, produttiva, turistica infrastrutturale
esistente attraverso la realizzazione della pianificazione di bacino, di un
sistema di governo e presidio idrogeologico diffuso ed efficiente, e di una
pianificazione territoriale compatibile con la tutela delle risorse naturali e
la qualità della vita.
7. Perseguire il recupero delle funzioni
idrogeologiche dei sistemi naturali, forestali e delle aree agricole, a scala
di bacino, anche attraverso l’individuazione di fasce fluviali,
promuovendo la manutenzione programmata del suolo e ricercando condizioni di
equilibrio tra ambienti fluviali ambiti urbani.
8. Promuovere le attività di
imboschimento, rimboschimento, rivegetazione e gestione forestale finalizzate
al sequestro del carbonio atmosferico e alla prevenzione dei cambiamenti
climatici.
9. Accrescere la sicurezza attraverso la
previsione e prevenzione degli eventi calamitosi e la relativa
sensibilizzazione della popolazione e delle autorità locali nelle aree
soggette a rischio idrogeologico incombente e elevato (con prioritaria
attenzione per i centri urbani, le infrastrutture e le aree produttive) e nelle
aree soggette a rischio sismico.
10. Risanare e consolidare le aree
dissestate per prevenire l'aggravarsi dei fenomeni e per recuperare porzioni di
territorio da utilizzare per infrastrutture insediative e produttive in un
regime di sicurezza e di compatibilità ambientale, nonché
sviluppare sistemi di prevenzione dell'inquinamento.
11. Disporre di una base informativa sullo
stato dell’ambiente, sui fattori che esercitano pressione sulle risorse e
sulla diffusione e funzionalità delle infrastrutture e dei loro servizi
LINEE
D'INTERVENTO
• Messa in sicurezza di insediamenti
esistenti attraverso politiche di prevenzione del rischio e attività di
valutazione, monitoraggio e controllo del rischio
idrogeologico, modifiche di uso del suolo, sviluppo degli usi conservativi,
manutenzione del territorio tesa a mitigare gli effetti degli usi non conservativi,
legati alle attività antropiche. Interventi strutturali di difesa attiva
da realizzare con i metodi dell'ingegneria tradizionale e con il ricorso all'ingegneria
naturalistica, in armonia con i piani per l'Assetto Idrogeologico
(PAI).
• Interventi per la protezione, la messa
in sicurezza e il consolidamento di centri abitati e delle aree
produttive, per la risoluzione di nodi idraulici critici, la protezione
delle infrastrutture esistenti, di luoghi e ambienti di riconosciuta importanza ed
in particolare edifici pubblici con funzioni strategiche quali le scuole,
rispetto a eventi a rischio molto elevato: frana, piena,
erosione della costa, eventi sismici; interventi atti a razionalizzare il
sistema di restituzione delle acque meteoriche delle aree
urbanizzate nella rete idrografica naturale.
• Interventi connessi all'apposizione di
vincoli sull'uso del suolo ( misure di salvaguardia, aree naturali
di esondazione dei corsi d'acqua); interventi integrati di
conservazione dei suoli soggetti ad erosione, di suoli abbandonati e/o dismessi anche con
recupero naturalistico; interventi di rinaturalizzazione o conservazione
delle configurazioni naturali degli alvei e delle aree golenali.
• Interventi di recupero della
funzionalità dei sistemi naturali e di integrazione con pratiche agricole
funzionali alla difesa del suolo ed alla conservazione e valorizzazione del
carbonio nel suolo stesso. Interventi di promozione della silvicoltura
naturalistica e prevenzione del rischio di incendi a scopo di
protezione ambientale e idrogeologica nel quadro di progetti
che mirino ad assicurare nel contempo una adeguata manutenzione del territorio e il mantenimento di
attività produttive agricole tradizionali.
• Azioni formative, affiancamento
consulenziale, trasferimento di buone prassi, nonché azioni di sistema
mirate al rafforzamento del sistema di governance e al miglioramento
delle competenze professionali dei soggetti responsabili della pianificazione e coordinamento
degli interventi (es. Autorità di Bacino) e dell’attuazione
degli stessi.
• Rafforzamento delle competenze e delle conoscenze necessarie
per l’attuazione nonché per favorire il miglioramento dei modelli
organizzativi e la diffusione delle buone prassi,
interpretate ed individuate anche in base ad un’ottica di genere.
Supporto tecnico e formazione.
• Interventi di diffusione di innovazione
tecnologica per la conoscenza, il monitoraggio e la valutazione,
finalizzati alla gestione di politiche integrate di intervento di
difesa del suolo.
|
Misura |
Fondo |
Obiettivi CdP |
|
1.3 Interventi per la difesa |
FESR |
6,7,9,10,11 |
|
1.4 Sistemazioni agrarie ed idraulico-forestali estensive
per la difesa |
FEOGA |
7,54 |
Settore d'intervento: TUTELA E VALORIZZAZIONE AMBIENTALE
(Rete ecologica, Rifiuti e Inquinamento, Energia)
OBIETTIVI
SPECIFICI
12. Negli ambiti marginali con
sottoutilizzo delle risorse: migliorare la qualità del patrimonio
naturalistico e culturale, riducendone il degrado/abbandono ed accrescendone
l’integrazione con le comunità locali in un’ottica di
tutela, sviluppo compatibile, migliore fruizione e sviluppo di attività
connesse, come fattore di mobilitazione e stimolo allo sviluppo locale.
13. Negli ambiti con sovrautilizzo delle
risorse: recuperare gli ambiti compromessi a seguito di usi impropri e
conflittuali; regolare gli usi e la pressione sulle risorse (anche attraverso
sistemi di certificazioni dell’equilibrio nell’uso delle
risorse); accrescere
l’offerta di beni e servizi finalizzati alla qualità ambientale ed
alla corretta fruizione ambientale e delle risorse, in un’ottica di
promozione dello sviluppo.
15. Migliorare il sistema di gestione dei
rifiuti, promuovendo la prevenzione, la riduzione della quantità e
pericolosità dei rifiuti prodotti, la raccolta differenziata, , nel
rispetto della normativa comunitaria, al fine di conseguire gli obiettivi
percentuali previsti dal D. Lgs. 22/97, il riuso, il riciclaggio
e il recupero di
materia e di energia minimizzando il conferimento in discarica dei rifiuti in
applicazione di quanto disposto dal D. Lgs. 36/03, elevando la sicurezza dei
siti per lo smaltimento e favorendo lo sviluppo di un efficiente sistema di
imprese; assicurando la piena attuazione delle normative di settore attraverso
la pianificazione e la realizzazione di un sistema integrato di gestione dei
rifiuti su scala di Ambiti Territoriali Ottimali.
16. Introdurre innovazioni di processo nei
sistemi di gestione dei rifiuti promuovendo la riduzione della quantità
e della pericolosità dei rifiuti prodotti e favorendo il recupero
energetico, in particolar modo dei rifiuti biodegradabili inclusi tra le fonti
di energia rinnovabili ai sensi della Dir. 2001/77/CE.
17. Promuovere nel rispetto della gerarchia
comunitaria in materia di rifiuti (prevenzione, riduzione, riutilizzo, riciclo,
recupero) innovazioni di prodotto e di processo, nuovi metodi di trattamento e
tecnologie innovative per l'uso ottimale dei rifiuti prodotti e per il recupero
più efficiente e sicuro di energia dalle varie frazioni.
18. Risanare le aree contaminate rendendole
disponibili a nuovi utilizzi economici, residenziali o naturalistici e
migliorare le conoscenze, le tecnologie, le capacità di intervento dei
soggetti pubblici e privati, nonché la capacità di valutazione e
controllo della Pubblica Amministrazione per la bonifica dei siti inquinati.
19. Stimolare l’impiego di fonti di
energia rinnovabile; promuovere il risparmio energetico e il miglioramento
dell’efficienza gestionale.
20. Disporre di una base informativa sullo
stato dell’ambiente, sui fattori che esercitano pressione sulle risorse e
sulla diffusione e funzionalità delle infrastrutture e dei loro servizi
.
21. Promuovere e diffondere le competenze
tecnico-specialistiche necessarie nelle strutture amministrative dedicate ai
diversi livelli di intervento, alla programmazione e gestione delle risorse
naturali.
LINEE
D'INTERVENTO
Rete
ecologica
• Ripristino, e fruibilità
delle aree attraverso manutenzione, recupero e restauro dei beni
paesaggistici ambientali , l'organizzazione della fruizione ambientale, il
recupero e il ripristino degli ambiti degradati e vulnerabili (anche
mediante l'eliminazione dei detrattori ambientali), miglioramento della
capacità ricettiva e delle infrastrutture per la fruizione ambientale
ed il turismo sostenibile, in coerenza con la pianificazione di riferimento, compresi gli
strumenti di attuazione della normativa comunitaria per la rete Natura 2000.
• Promozione di attività locali:
valorizzazione di attività agricole, artigianali e di piccola
imprenditoria locale, in un'ottica di microfiliere di qualità, sviluppo delle
capacità professionali e promozione di nuova
imprenditorialità per la progettazione, la realizzazione e la gestione degli
interventi di settore; realizzazione di reti di
promozione dell'offerta tipica locale, con coordinamento delle azioni di
informazione, comunicazione, divulgazione e commercializzazione dei beni e dei servizi.
• Tutela e valorizzazione della
biodiversità attraverso l'ampliamento delle conoscenze di base
funzionali alla realizzazione della Rete Ecologica; interventi per la tutela di
habitat/specie naturali e seminaturali; assistenza alla predisposizione dei
Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 e delle aree protette regionali;
sensibilizzazione e divulgazione sui temi della Rete Ecologica; marketing
territoriale e promozione di network tra aree protette.
• Promozione di azioni “di
sistema” (indirizzi per le amministrazioni regionali), e di assistenza
tecnica “locale” (diretta agli enti locali e agli enti di gestione delle
aree protette), mirate all’approfondimento di temi specifici (ad es.
applicazione della valutazione di incidenza, applicazione delle Linee Guida per
la realizzazione dei Piani di Gestione dei siti Natura 2000, trasferimento di
buone pratiche per la progettazione/realizzazione degli interventi) ed al
rafforzamento della governance (supporto nelle procedure), anche mediante
azioni di comunicazione ed informazione sulle tematiche della
Rete Ecologica.
• Formazione ai soggetti beneficiari sui
temi specifici relativi all’attuazione della Rete Ecologica
(programmazione e gestione); formazione, riqualificazione
ed aggiornamento professionale degli operatori dei settori coinvolti nella
realizzazione della Rete Ecologica (ad esempio: artigianato, turismo,
protezione dell’ambiente). In entrambi i casi, al fine del
miglioramento delle competenze relative al settore, potranno anche essere
previste azioni di affiancamento consulenziale, di sistema e di trasferimento
di buone prassi..
• Rafforzamento delle competenze e delle conoscenze
necessarie per l’attuazione nonché per favorire il miglioramento
dei modelli organizzativi e la diffusione delle buone prassi,
interpretate ed individuate anche in base ad un’ottica di genere.
Supporto tecnico e formazione.
Gestione
rifiuti
• Attivazione degli ambiti territoriali
ottimali di gestione dei rifiuti e predisposizione dei relativi piani di
gestione.
• Promozione e realizzazione di
campagne informative mirate alla riduzione della quantità e pericolosità
dei rifiuti rivolte sia alle imprese sia ai cittadini, alla raccolta differenziata,
al riutilizzo.
• Promozione di un sistema integrato di
gestione in ATO che comprenda:
o sviluppo del sistema di raccolta differenziata dei
rifiuti urbani al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi
percentuali di raccolta differenziata previsti per gli Ambiti
Territoriali Ottimali anche mediante l'attivazione di sistemi di raccolta della
frazione umida e di riciclaggio e recupero dei
rifiuti di imballaggi e anche mediante la stipula delle
Convenzioni con il CONAI - fissati dal D. Lgs. 22/97;
o creazione di una rete di impianti di trattamento e valorizzazione
delle frazioni provenienti dalla raccolta differenziata (compostaggio di qualità,
valorizzazione delle frazioni secche, recupero inerti, componenti elettronici,
beni durevoli e ingombranti) attraverso lo sviluppo di iniziative
imprenditoriali ed utilizzando le migliori tecnologie disponibili;
• Recupero energetico del rifiuto
residuale rispetto alla raccolta differenziata: sviluppo della produzione di
combustibile derivato da rifiuti (CDR) e realizzazione di impianti per il
recupero energetico del CDR;
• Realizzazione di impianti di
incenerimento con recupero di energia e calore;
• Smaltimento del rifiuto residuale
rispetto alla raccolta differenziata, tramite impianti di termovalorizzazione
con recupero di energia e tramite il conferimento in
discarica in condizioni di sicurezza, conformemente alle disposizioni del
D.Lgs. 36/03, che recepisce la Direttiva 1999/31/CE, e privilegiando nel
rispetto delle priorità del piano di gestione dei rifiuti le discariche
già esistenti. Le discariche devono essere considerate esclusivamente a servizio del
sistema integrato di gestione dei rifiuti.
• Azioni di sostegno alla riduzione della
quantità e della pericolosità e al riutilizzo dei
rifiuti speciali anche mediante la creazione di un sistema di supporto alle
imprese per interventi progettuali e impiantistici che favoriscano la minor
produzione, la minor pericolosità ed il massimo recupero dei rifiuti;
• Interventi di sistemazione finale o ripristino
ambientale delle discariche autorizzate e non più attive, ove previsto dai
piani regionali di settore;
• Sostegno allo sviluppo di nuove
professionalità nel settore e allo sviluppo di imprese ambientali.
• Rafforzamento delle competenze e delle conoscenze
necessarie per l’attuazione nonché per favorire il miglioramento
dei modelli organizzativi e la diffusione delle buone prassi,
interpretate ed individuate anche in base ad un’ottica di genere.
Supporto tecnico e formazione.
Aree
contaminate
• Conoscenza e pianificazione:
incentivazione all'applicazione di sistemi di rilevamento geografico dei siti
inquinati e da correlare con i dati epidemiologici
rilevati sullo stesso territorio;
• Realizzazione di interventi di
caratterizzazione, messa in sicurezza, bonifica e ripristino
ambientale dei siti contaminati (D.M. 471/99);
• Realizzazione di interventi di
decontaminazione delle aree interessate dalla presenza di amianto ( legge
257/1992)”.
• Realizzazione di interventi per la
gestione (trattamento, trasporto e smaltimento) di rifiuti proveniente
dagli interventi di bonifica, decontaminazione da amianto, scavi
e dragaggi di fondali
• Azioni formative, affiancamento
consulenziale, trasferimento di buone prassi e di assistenza
tecnica per interventi relativi alle aree contaminate.
Energia
• Promozione e sostegno
all'utilizzo di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili come
definite nella Direttiva 2001/77/CE.
• Rafforzamento delle competenze e delle conoscenze
necessarie per l’attuazione nonché per favorire il miglioramento
dei modelli organizzativi e la diffusione delle buone prassi,
interpretate ed individuate anche in base ad un’ottica di genere.
Supporto tecnico e formazione.
Sistemi di
rilevazione dei dati per il monitoraggio ambientale
• Azioni di potenziamento dei sistemi e delle reti di
monitoraggio necessari a rilevare periodicamente, controllare,
prevenire le pressioni e, ove possibile, misurare gli impatti
negativi degli agenti nocivi sulle risorse naturali (acqua, aria, suolo,
foreste, ecc.) nonché gli effetti positivi degli strumenti rivolti
alla riduzione, mitigazione o eliminazione di tali impatti.
• Realizzazione, completamento e adeguamento dei
laboratori e delle strutture tecniche addette al
rilevamento dei dati e ai controlli ambientali.
• Interventi di aggiornamento, messa in
collegamento, razionalizzazione, adeguamento, potenziamento e realizzazione di
sistemi informativi volti ad integrare le conoscenze, mettere in
comune il patrimonio conoscitivo, incoraggiare la diffusione e lo scambio di
informazioni relative ai settori dell’asse.
• Azioni di sistema e formative,
nonché di affiancamento consulenziale e trasferimento di
competenze per il rafforzamento dei sistemi informativi e monitoraggio e il miglioramento
delle competenze professionali del sistema APAT-ARPA.
|
Misura |
Fondo |
Obiettivi
CdP |
|
1.5
Sistema informativo
ambientale |
FESR |
14,20 70 25 |
|
1.6
Salvaguardia e
valorizzazione dei beni naturali e ambientali |
FESR |
12,13,14 |
|
1.7
Incremento e
gestione dei boschi e tutela della biodiversità |
FEOGA |
8,12, 54 |
|
1.8
Miglioramento
del sistema di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati |
FESR |
15,16,17,18,20 |
|
1.9
Incentivi per la
produzione di energia da fonti rinnovabili |
FESR |
19 |
|
1.10
Formazione e
sostegno alla imprenditorialità in tutti i settori interessati
dall’Asse |
FEOGA |
12,14,21 |