I FONDI STRUTTURALI

 

I Fondi Strutturali costituiscono i principali strumenti con cui l'Unione Europea, in collaborazione con gli Stati membri, interviene finanziariamente per ridurre le distanze socio-economiche e sviluppare l'occupazione in Europa.

Nel periodo 2000-2006, l'Italia ha a disposizione 29,7 miliardi di euro dai Fondi Strutturali Europei ed è, per importanza, il secondo paese beneficiario di queste risorse economiche.
Lo scopo principale di questi investimenti, che l’Unione Europea ha voluto effettuare nel nostro Paese e in altri, è quello di rafforzarsi per prepararsi all’ingresso di nuovi Stati membri.

Le riforme, presentate per la prima volta nei documenti pubblicati dalla Commissione nel luglio 1997 con il titolo «Agenda 2000», sono state approvate dai capi di Stato e di governo dei 15 paesi UE riuniti a Berlino nel marzo 1999, al termine di un approfondito dibattito pubblico che ha interessato tutta l'Europa.

In seguito è stato raggiunto un accordo con il Parlamento Europeo e le decisioni, sotto forma di norme legislative dettagliate, sono state approvate da tutte le istituzioni dell'UE.

Per affrontare queste riforme il primo obiettivo da realizzare è quello di migliorare la qualità della vita nelle regioni più in difficoltà, per superare le divisioni di cui ancora soffre l'Europa.

I Fondi Strutturali, inoltre, continueranno a costituire uno dei principali strumenti di solidarietà dell'Unione Europea, contribuendo alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo economico mediante investimenti nelle infrastrutture e nella formazione.

I Fondi Strutturali sono destinati a:

I Fondi strutturali Europei sono in particolare quattro:

1.    FESR

2.    FSE

3.    FEOGA

4.    SFOP